Ogni tanto qualcuno ci chiede se può venire a fare una lezione di prova sul Reformer.
La domanda è più che legittima, normale, in tanti posti è così.
Da noi si può fare una lezione di prova? La risposta è no.
Ora ti spiego perché è un bene.
Non lo facciamo perché vogliamo complicarti la vita. È il contrario.
Proprio perché vogliamo dedicarti attenzione vera, fin dal primo istante, prima di tutto prendiamo un appuntamento per una consulenza, ci accomodiamo in uno dei nostri studi e ascoltiamo la tua storia e le tue esigenze.
Se non hai mai fatto Pilates, se non hai mai usato il Reformer, se hai un dolore o una problematica specifica, prima parliamo, capiamo cosa ti serve, dove senti dolore, quando, quanto, perché e cosa desideri ottenere.
Solo dopo costruiamo il percorso giusto, perché “giusto” per una persona può essere sbagliato per un’altra.
In più, prima di essere inserita in un mini gruppo, dovrai fare una lezione individuale per capire come si usa il Reformer, quali sono gli esercizi base, quale intensità delle molle è corretta per te e come reagisce il tuo corpo agli stimoli durante e dopo la lezione. Solo così, durante le lezioni in mini gruppo (massimo 4 persone), possiamo sapere quali esercizi proporti, quali evitare e in quali bisogna inserire più attenzione.
È esattamente quello che racconta Nadia, che ha iniziato il Reformer qualche mese fa:
“Ho deciso di iniziare a fare Reformer dietro consiglio della fisioterapista per lavorare consapevolmente e con controllo sul rinforzo della muscolatura di tutto il corpo. Sono rimasta davvero colpita dall’efficacia di questo strumento e allo stesso tempo dell’attenzione che gli istruttori di Alchemia dedicano a ciascuno per far sì che ogni esercizio venga svolto correttamente. Dopo pochi mesi sentivo già di aver aumentato il controllo del mio corpo nei movimenti e rinforzato in modo omogeneo la muscolatura. Gli spazi poi sono sempre puliti e accoglienti e quando inizio la mia ora riesco davvero a staccare e a godermi l’attività.”
Nadia, come nota, è rimasta colpita non solo dallo strumento in sé, ma dall’attenzione dedicata a ciascuno perché ogni esercizio venga svolto correttamente. Quell’attenzione non nasce a caso durante la lezione: nasce prima, nella fase in cui capiamo chi abbiamo davanti.
Una classe standard, aperta a chiunque senza una valutazione iniziale, può andare bene per chi non ha nessuna problematica e ha già esperienza. Ma se porti un dolore, un’incertezza o semplicemente non sai cosa aspettarti, iniziare senza che nessuno abbia capito la tua situazione rischia di trasformarsi in un esercizio non adatto a te, nella migliore delle ipotesi inutile, nella peggiore controproducente.
Ecco perché la consulenza viene prima di tutto: non è un ostacolo tra te e la lezione, è quello che rende la lezione utile per te nello specifico.
Se stai pensando di iniziare, il primo passo non è prenotare una prova. È raccontarci la tua situazione, così possiamo costruire il percorso e l’attenzione che Nadia descrive nella sua esperienza.
Scrivici o chiamaci per prenotare la tua consulenza.
A presto,
Fabrizio


